Isola di Othonoi

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Le isole Diapontie sono parte della ricchezza insulare della Grecia. Sono dodici, piccolissime e tutte incontaminate e proprio per questo meravigliose. Solo tre di esse sono abitate, ma il numero di persone che vive stabilmente nel loro territorio è davvero esiguo.

Amministrativamente appartengono a Corfù, una delle isole dello splendido arcipelago delle Ionie, di cui fanno parte anche altri nomi conosciuti dal turismo internazionale, come Itaca, Zante, Cefalonia e Paxos.

Per raggiungere le Diapontie sono a disposizione dei turisti traghetti o motonavi che partono da Corfù città, capoluogo dell’isola di Corfù, o da altri porti della bella Kerkyra; fanno scalo solo a Erikoussa, Mathraki e Othonoi, ed è proprio di quest’ultima che oggi voglio parlarvi, di questo piccolo angolo di paradiso che viene da molti identificato con Ogigia, la casa della bella Calipso.

Secondo l’Odissea qui il povero Ulisse avrebbe passato ben 7 anni della sua vita, stregato dalla bellezza della ninfa e sicuramente anche da quella della terra che la accoglieva.

E come poteva essere altrimenti visto le meraviglie di Othonoi, non facilmente immaginabili per chi non le osserva con i propri occhi.

Io proverò a descrivervi le sue spiagge baciate dal sole, il suo mare, le sue foreste, le sue candide scogliere, ma non fermatevi alle mie parole, perché Othonoi è molto di più.


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Storia di Othonoi

Othonoi o Fanò, come viene spesso indicata da noi italiani, si trova a nord-ovest di Corfù e, con i suoi 10 km2, è la più estesa delle tre isole abitate dell’arcipelago delle Diapontie.

I suoi abitanti, provenienti dall’Epiro e dall’isola di Paxos, dovettero, nel Medioevo, sopportare veneziani e napoletani / siciliani del regno delle due Sicilie, che si contendevano il loro territorio, e, nel 1537, subire gli attacchi dei pirati guidati da Barbarossa; questi filibustieri assettati di sangue li massacrarono tutti e l’isola rimase disabitata per una quarantina d’anni.

In memoria di queste vite stroncate, una croce di pietra candida è stata eretta sulla collina di Kalodiki a pochi passi dall’antico villaggio di Chorio.

Ritornò in mano ai veneziani dopo la battaglia di Lepanto, per poi passare prima sotto il dominio francese, poi sotto il protettorato russo e infine sotto quello britannico.

Dal 1864 appartiene alla Grecia che la vide assumere un ruolo di primo piano durante le guerre mondiali, quando il suo mare fu teatro di aspri scontri tra flotte nemiche.


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I centri abitati dell’isola

Nonostante Othonoi sia la più grande delle Diapontie, gli attuali residenti non superano le 400 unità. Ad essi si aggiungono però, occasionalmente, tutti gli emigrati che hanno dovuto abbandonare la loro terra per motivi di lavoro, e che, appena possono, tornano nel solo posto che ritengono casa.

Il centro abitato principale è Ammos, situato nei pressi del porto dell’isola. Sul suo territorio sorgono piccole pensioni, qualche ristorante e caffè, negozi di beni di prima necessità.

Qui troviamo anche servizi indispensabili per la salute e la sicurezza pubblica, come un piccolo pronto soccorso e la stazione di polizia.

La chiesetta dedicata alla Santissima Trinità rappresenta il fulcro religioso dell’isola, nonostante vi siano altri tre piccoli edifici sacri sparsi qua e là sulla sua superficie.

Uno di essi, la cosiddetta chiesa della Panaghia, dedicato appunto alla Madonna, diventa ogni anno, ad agosto, teatro della più grande festa di Othonoi, accompagnata dal profumo dei piatti tradizionali della zona, dalle musiche popolari e da un bel tuffo in mare sotto le stelle.

Oltre al borgo di Ammos, tra i boschi e la vegetazione dell’isola sorgono piccoli agglomerati urbani, di solito costituiti dalle case dei membri appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, dal quale prendono pure il nome.

Nella sua parte più alta ancora oggi sorgono i resti delle abitazioni di Chorio, un tempo capoluogo dell’isola, tra le quali troviamo vecchi frantoi abbandonati e le mura della chiesetta di San Giorgio.

Non dimenticatevi di visitarlo se deciderete di farvi un bel giro su quest’isoletta: da esso si diparte un sentiero cementato che conduce al cosiddetto balzo di Iliovasilema, punto panoramico da spezzare il respiro che permette, nelle giornate più limpide, di esplorare l’orizzonte e di scorgere perfino le coste italiane.


Spiagge di Othonoi

Quando si parla di Othonoi la prima cosa che viene in mente sono le sue bellissime spiagge, costituite da sabbia e ciottoli candidi e non sempre accessibili via terra. Tra quelle più note è apprezzate svetta Aspri Ammos, con la sua famosa grotta diventata protagonista di miti e leggende.

Spiaggia di Aspri Ammos

La spiaggia di Aspri Ammos si trova lungo la costa occidentale dell’isola ed è raggiungibile solo via mare. Non deve essere confusa con quella di Ammos che accoglie il mare antistante il porto dell’isola.

Si trova ai piedi dell’Imerovigli, la montagna più alta di Othonoi, ed è costituita da ciottoli bianchi derivanti dallo sgretolamento delle maestose pareti di roccia che la sovrastano. Gli stessi ciottoli li troviamo sul fondo del mare cristallino dalle mille sfumature cobalto e smeraldo che accarezza l’arenile.

Questa, secondo alcuni, sarebbe la spiaggia dove Calipso avrebbe segregato Ulisse, precisamente nella limitrofa grotta, chiamata grotta di calipso, anch’essa raggiungibile solo via mare e oggi meta di un via vai continuo di curiosi attratti dalla sua meritata fama.

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Fiki e le altre spiagge

Un’altra spiaggia della bella Othoni degna di attenzione è quella di Fiki, situata nella parte nord dell’isola e apprezzata particolarmente dagli amanti dello snorkeling.

È raggiungibile anche via terra ed è costituita da una lunga striscia di sabbia bianca. Tra le sue splendide acque cristalline non è raro trovare relitti e resti di antiche anfore.

Altre spiagge interessanti da visitare, più che altro per le meraviglie paesaggistiche nelle quali si inseriscono i sentieri che ad esse conducono, sono quella di Kamini, situata nella costa orientale, per arrivare alla quale è necessario camminare tra la lussureggiante vegetazioni che lascia spazio a stupendi scorci sulla vallata sottostante, e quella di Kavoula, che si trova nella parte nord orientale dell’isola, sotto le rovine di un antico castello veneziano a breve distanza dal faro.


Come arrivare a Othonoi

Per chi si trova a Corfù Town arrivare a Othonoi è abbastanza semplice: basta prendere il traghetto che fa il giro delle isole Diapontie. I biglietti si acquistano direttamente a bordo, ma, attenzione, non viaggia giornalmente. Se non si vuole restare delusi, conviene prima informarsi su orari e giorni di partenza.

Anche da Paleokastritsa, Sidari e Agios Stefanos partono traghetti o motonavi che fanno scalo in questa bella isoletta dello Ionio: impiegano all’incirca due ore per arrivare a destinazione.

Per tutti quelli che se lo possono permettere esiste un’alternativa più che valida al traghetto: si può noleggiare una barca, anche dalle coste italiane. Da Otranto o da Santa Maria di Leuca la distanza è di circa un’ottantina di km: uno scherzo per incalliti lupi di mare.


Dove dormire a Othonoi

Conoscendo la natura incontaminata delle Diapontie sono sicura che nessuno si recherà lì certo di poter trovare strutture alberghiere di extra lusso che offrano al cliente ogni genere di servizi.

Ci sono tuttavia modesti ma carini aparthotel, piccoli studios e qualche villa da affittare per chi intende passarvi qualche giornata. In alternativa si può sempre godere dell’ospitalità dei proprietari delle tante casette dell’entroterra che mettono a disposizione dei turisti delle stanze, logicamente sotto compenso.

Se si cerca qualcosa di meno rustico ci sono sempre alcune strutture interessanti nella vicina Erikoussa, ma sono veramente lusso e comodità che cercano i visitatori di Othonoi?


Cosa vedere a Othonoi: in conclusione

Se volete fare un’escursione giornaliera in un’isola più tranquilla e rilassata rispetto a Corfù, potete valutare la piccola isola di Othonoi. Con acque straordinariamente limpide e spiagge tranquille, è il luogo perfetto per prendere il sole e godere di panorami mozzafiato. Non perdete l’occasione di esplorare il villaggio abbandonato di Chorio, l’antico capoluogo dell’isola, un luogo ricco di un’architettura affascinante e di una storia che vi coinvolgerà. E se avete voglia ancora di esplorare, non perdete l’occasione di visitare le altre isole Diapontie, che ospitano alcuni dei migliori snorkeling di tutta la Grecia! Cosa state aspettando? Iniziate a pianificare il vostro viaggio oggi stesso.